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lunedì 22 novembre 2010

GLI ABITANTI DEL MONDO ASTRALE di C.Splendore -II Parte


Per approfondire leggi anche la Prima Parte Clicca Qui...


Corpi astrali degli animali - Anche gli animali, dopo il trapasso, si trasferiscono con il loro corpo astrale nelle prime sfere del mondo astrale. Nel libro della H. Schäfer: "Voci da un altro mondo", sono riprodotte le immagini di un cavallo bardato, di colombe e di gatti, trasmesse dall’aldilà e ricevute per televisione, a riprova del fatto che anche gli animali continuano a vivere.

I viaggiatori extra-somatici ci parlano di uccelli di varie specie, e di animali domestici che dividono la loro vita astrale con gli abitanti permanenti di quel mondo. Pare però che la loro permanenza in astrale sia di breve durata e, comunque, in relazione al grado di intelligenza da essi sviluppato. Gli animali domestici avrebbero una vita astrale più lunga di quella degli altri animali meno avanzati. Gli animali che sulla terra erano selvatici, in astrale perdono la loro aggressività e si comportano come animali domestici. Il mutamento della loro indole sarebbe dovuto al fatto che vengono meno i due fattori terreni caratteristici: il bisogno di cibo e la paura degli altri animali e dell’uomo. (Anthony Borgia: "More about life in the world unseen").

Spiriti di natura - Sul piano astrale e sui più alti livelli eterici del piano fisico, vivono gli spiriti di natura, che si dividono in quattro classi principali, a seconda dell’elemento abitato. Secondo la denominazione che ci è stata tramandata dalla letteratura medievale, gli spiriti della terra sono detti gnomi, quelli dell’acqua ondine, quelli dell’aria silfi e quelli del fuoco (etere) salamandre. Nella tradizione popolare sono noti con diversi nomi: fate, folletti, genii, elfi, fauni, ecc.. Hanno apparenza umana e piccole dimensioni. In condizioni ordinarie non sono visibili ad occhio umano ma, poiché la materia eterica dei loro corpi si trova ai limiti della visibilità, possono essere veduti (e fotografati) se si rivestono di materia fisica più densa, o se l’osservatore aumenta temporaneamente la sua sensibilità fino al punto di percepire le frequenze situate appena al di là dello spettro visibile, oppure se è dotato di facoltà chiaroveggenti. Queste creature degli elementi (da non confondere con gli elementali) sono i canali attraverso i quali le energie vitali si manifestano ed operano in seno alla materia fisica. Il loro lavoro consiste nel cooperare alla costruzione e alla crescita della controparte eterica degli organismi viventi dei quattro regni della natura, a cominciare dalla crescita dei sistemi cristallini.


 
Gli spiriti della terra e quelli dell’acqua hanno corpi di materia eterica, le silfidi (o spiriti dell’aria) e le salamandre (o spiriti del fuoco) hanno solo corpo astrale. Tutti questi spiriti vivono sulla superficie della terra e all’interno di essa (nelle caverne e nelle miniere e all’interno delle rocce), nelle profondità dei mari, nel turbinio del vento e nelle più alte regioni dell’atmosfera, finché non si esaurisce l’energia eterica che li anima.

Essi evitano le grandi città e le località frequentate dagli uomini, giacché non sopportano le vibrazioni disarmoniche e le emanazioni sgradevoli che i grandi agglomerati umani emanano.

In fondo, possono essere considerati come gli autoctoni di tutte quelle regioni nelle quali, prima della cosiddetta civilizzazione, la vita si svolgeva secondo ritmi naturali. Benché si mostrino solo raramente, sono ancora presenti nelle zone campestri, nei boschi, nei fiumi, nelle cascate o in alto mare.

Quando è giunto il momento, la legge evolutiva interviene e risveglia in essi il desiderio di raggiungere un più alto stadio evolutivo. Allora i loro corpi si fanno sempre più evanescenti ed essi divengono entità astrali. Il loro compito nel mondo astrale è analogo a quello che svolgevano sulla terra. Essi partecipano attivamente a tutti i processi naturali, in particolare a quelli della formazione di nuovi tipi e varietà di piante. Sono attenti allo sviluppo delle crisalidi, alla vita degli uccelli, ecc. e si nutrono dell’aroma dei fiori.

Una delle occupazioni da loro preferite in astrale è quella di intrattenere i bambini che hanno lasciato la terra, giocando con essi in mille modi e creando sempre nuovi giochi, mediante forme pensiero di ogni specie, veri e propri spettacoli animati dai personaggi delle fiabe.

Gli spiriti di natura sono gli ultimi anelli di una catena di operatori occulti che fa capo ai deva. Sul terzo livello astrale essi acquistano la loro individualità e passano nel regno dei deva, dopo aver superato severe prove di abilità, al termine di una imponente cerimonia d’iniziazione.

Deva - Vi è una corrente evolutiva, parallela a quella umana, le cui forme vitali fanno la loro prima comparsa sulla terra come pesci, uccelli e insetti. Nella fase successiva l’Onda di Vita si riveste di corpi non più fatti di materia fisica densa (solida, liquida e gassosa), ma di una materia più tenue, appartenente ad un quarto stato (che i Teosofi chiamano "eterico"). Le creature che si rivestono di questi corpi eterici, sia sulla terra che in astrale, sono gli spiriti di natura, di cui abbiamo appena detto. La fase evolutiva successiva li vede comparire, come si è già accennato, solo in astrale, dalla terza sfera in su, come deva, o angeli.

Questi deva astrali prendono più propriamente il nome di Kamadeva, per distinguerli da altre categorie di gerarchie angeliche che dimorano e operano nei mondi superiori (mentale e causale). Per quanto riguarda il loro aspetto, è interessante la descrizione che ne fa G. Hodson nel suo libro "Il regno degli Dei", che riporto quasi per intero:

"Le forme angeliche sono fatte di luce, o piuttosto di materia sottile luminosa, poiché ogni atomo del loro corpo e dei mondi in cui dimorano, è una splendente particella di luce. La forma che adottano assomiglia molto da vicino alla nostra ed è infatti costruita sullo stesso modello del corpo fisico dell’uomo. I loro volti, tuttavia, hanno una espressione decisamente non umana, poiché portano un’impronta di energia dinamica, di vivacità di coscienza e di vita, unite ad una bellezza superba e ad un distacco dal mondo terreno quali raramente vengono riscontrati tra gli uomini... Nei loro corpi sono visibili centri di forza, vortici e linee di forza nettamente definite. Dalle scariche dell’aura vengono prodotte forme definite che fanno pensare ad una corona sul capo e inoltre dispiegano ali dai colori vivaci e sempre mutevoli. Le ali non vengono però usate per volare, poiché gli angeli si muovono rapidamente nell’aria a volontà con un grazioso movimento fluttuante e non hanno bisogno di ausili per volare".

Sembrerebbe che le ali abbiano la funzione di antenne per mezzo delle quali viene irradiata e modellata l’energia aurica che il deva diffonde intorno a sé. I loro pensieri e le loro emozioni sono oggettivati e resi visibili sotto forma di un prorompere di luce variamente colorata. "Un’effusione di amore, per esempio, li inonda di uno splendore color cremisi ed inoltre una vivace, rosea corrente di forza d’amore fluisce verso l’oggetto dell’amore" (1).

I deva comunicano tra loro e con gli uomini più che per mezzo della parola, con la trasmissione del pensiero. Le correnti di pensiero da essi emesse suscitano nella materia eterica e in quella astrale lampi e disegni simbolici colorati, che spesso richiamano le più belle forme che possiamo osservare in natura, quali i calici dei fiori, conchiglie che si espandono e assumono la forma di grandi ventagli che s’intrecciano in uno scintillio di colori, ecc. All’occhio del chiaroveggente queste conversazioni tra deva appaiono come un ritmico pulsare di linee di forza iridescenti, mentre le rispettive aure si estendono da un interlocutore all’altro e si ritraggono, come ali di farfalle.

In seguito vedremo meglio quali siano gli attributi e i compiti di queste creature angeliche e quali le loro funzioni in relazione al processo evolutivo della natura (e degli uomini in particolare), sia sulla terra che in astrale.

Fonte: Link

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