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venerdì 21 dicembre 2012

Masaru Emoto: l’uomo dell’acqua


Masaru Emoto ha messo a punto una tecnica che ha consentito di scoprire e di ammirare i molteplici segni del linguaggio figurativo con cui l’acqua risponde agli stimoli esterni.
Attraverso tale tecnica è possibile fotografare i cristalli ottenuti dal congelamento di acqua sottoposta alle vibrazioni non solo di parole o brani musicali, ma anche di pensieri e stati d’animo. L’acqua è infatti in grado di registrare la vibrazione di una energia estremamente sottile, definita nella cultura giapponese Hado. I risultati degli esperimenti condotti da Masaru Emoto dimostrano che i cristalli dell’acqua modificano la propria struttura in relazione dei messaggi che ricevono. L’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi simili a quelli della neve, l’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia.
Hado, la più piccola unità di misura dell’energia, e la nascita del cristallo. Ci racconta?
Hado è una parola giapponese che significa “cresta dell’onda”. Questo termine indica la vibrazione energetica estremamente sottile che è all’origine della creazione. Grazie all’incontro con il dottor Lorenzen e all’utilizzo della M.R.A. (Magnetic Resonance Analyzer), una macchina in grado di misurare l’intensità di Hado, ho potuto dimostrare che l’acqua può migliorare le condizioni fisiche delle persone. Successivamente la mia ricerca si è focalizzata sulle immagini dei cristalli di acqua ghiacciata. Il cristallo d’acqua è il segno che rende visibile l’influsso di questa sottile vibrazione, non visibile all’occhio umano, ma in grado di influenzare la materia.


domenica 16 settembre 2012

Deja Vu',una sbirciatina negli universi paralleli?






Chi di noi non ha mai sperimentato, almeno una volta, il curioso fenomeno del déja vu, quella strana sensazione di aver già vissuto una certa esperienza, senza ricordare il luogo e il tempo?



Il termine déjà vu è francese e letteralmente significa "già visto". Si tratta di un fenomeno piuttosto comune nell'esperienza sensoriale umana, ma ancora poco compreso. Può capitare di trovarsi in un posto assolutamente nuovo e avere l'impressione di esserci già stati prima. Cosa genera questa particolare condizione della nostra percezione? In passato, questa curiosa sensazione è stata attribuita a tutto, dai fenomeni paranormali ai disturbi neurologici.

Negli ultimi anni, è cresciuto l'interesse degli scienziati per questo singolare fenomeno, facendo emergere una serie di teorie sull'origine del déjà vu e stabilendo che non si tratta semplicemente di un problema tecnico nel sistema mnemonico del nostro cervello, ma di qualcosa di più profondo. Gli psicologi hanno suggerito che il déjà vu potrebbe verificarsi quando gli aspetti emotivi e cognitivi di una certa situazione, sono simili a episodi già vissuti in precedenza. Tutte le informazioni accumulate nel corso della nostra esistenza, potrebbero generare quella particolare sensazione di familiarità tipica del déjà vu.

giovedì 5 luglio 2012

PERCHE' E' IMPORTANTE IL BOSONE DI HIGGS di Tiziana Moriconi




Al Cern di Ginevra sono stati annunciati gli ultimi dati sul bosone di Higgs.



Gli esperimenti Cms e Atlas hanno rilevato una nuova particella, compatibile con le caratteristiche del bosone di Higgs. Ecco tutto quello che si sapeva finora sul conto della particella più famosa di tutti i tempi, protagonista dell' International Conference on High Energy Physics (Ichep) in corso da oggi a Melbourne (Australia).



Che cos'è?

Il bosone di Higgs è la particella che (in teoria) conferisce la massa a tutte le altre particelle e, di conseguenza, a tutta la materia dell'Universo visibile. Il suo nome si deve a Peter Higgs, uno dei fisici che nei primi anni Sessanta hanno proposto il meccanismo grazie al quale avverrebbe questo processo. Secondo la teoria, è possibile immaginare un campo di Higgs che permei lo Spazio, pieno di questi bosoni. Come i fotoni trasferiscono energia alle particelle che incontrano, così i bosoni di Higgs sarebbero vettori di massa. Le varie particelle elementari attrarrebbero più o meno bosoni di Higgs, mettendo su più o meno massa.

mercoledì 4 luglio 2012

Trovata la "particella di Dio" mercoledì l'annuncio a Ginevra


Il Bosone di Higgs, che spiega come mai tutte le cose nell'universo abbiano una massa, era stato teorizzato 48 anni fa dal fisico che gli aveva dato il nome. Al Cern si susseguono le verifiche ma siamo ormai su un margine di certezza molto ampio. La scoperta costringerebbe di nuovo gli scienziati a rivedere i loro modelli, a porsi nuove domande e a esplorare nuove strade per trovare le risposte di ELENA DUSI

IL FISICO teorico Peter Higgs l'aveva detto nel 1964: esiste una particella sconosciuta che spiega come mai tutte le cose nell'universo abbiano una massa. Mercoledì al Cern di Ginevra, 48 anni più tardi, verrà dato l'annuncio: la particella che nel frattempo è diventata famosa come "bosone di Higgs" è finita finalmente nella rete degli scienziati. L'Organizzazione europea per la ricerca nucleare ha fissato la sala delle grande occasioni, ha messo in fresco lo champagne che lo stesso Higgs aveva chiesto nel caso in cui qualcuno avesse trovato la particella da lui teorizzata, e ha diramato gli inviti.

giovedì 15 settembre 2011

LA LEGGE DELL'OTTAVA



Tutto si muove, tutto cambia, si sviluppa o degenera, si rinforza o s'indebolisce, sotto l'azione di forze che mutano in modo discontinuo la loro intensità e la loro direzione.


"Tutte le cose conosciute si fondano sul numero,

poiché esso è tale che senza di esso

nulla potremmo né pensare né conoscere.

La natura del numero e dell'armonia

non ammettono alcun inganno

perché l'inganno non è loro proprio.

La natura dell'indeterminato e dell'impensabile

e dell'irrazionale porta l'inganno e l'invidia."


Filolao, "Frammenti"



Secondo un'antica conoscenza gli eventi procedono in base alla legge del Sette, o legge dell'Ottava.

Stando a questa legge, tutto nell'Universo si muove perché riceve un impulso che si propaga per onde in modo discontinuo. Esso infatti non si mantiene costante, ma muta, ad intervalli diseguali, d'intensità e di direzione.

Per comprendere bene il significato di questa legge, dobbiamo tenere presente che, secondo questa antica dottrina, tutto l'Universo è pervaso da vibrazioni che si propagano in ogni tipo di materia, dalla più sottile alla più grossolana, e in tutte le direzioni. Possiamo anzi dire che, l'Universo stesso consiste in vibrazioni.

lunedì 15 agosto 2011

IL BIZZARRO CONCERTO DI SATURNO


Oltre ai celebri anelli che lo rendono affascinante e indimenticabile, Saturno ha anche una caratteristica meno nota: emette onde radio con una frequenza associabile alla rotazione planetaria. Le frequenze radio emesse cambiano anche al variare della latitudine, e in base alla stagione che il pianeta sta attraversando. "Questi dati mostrano quanto Saturno sia strano" dice Don Gurnett, a capo del team che si dedica alla raccolta dei dati del Radio and Plasma Wave Science montato su Cassini. "Pensavamo di aver compreso questi schemi di onde radio emesse dai giganti gassosi, dato che con Giove è andato tutto liscio. Senza la lunga permanenza di Cassini, gli scienziati non avrebbero capito che le emissioni radio di Saturno sono così diverse".


Si tratta di onde radio a frequenze ben lontane da quelle sonore. Nel 2005, quando la NASA rilasciò un questo file audio per ascoltare la "melodia di Saturno", gli astronomi isi videro costretti ad intervenire sulle registrazioni per renderle ascoltabili a noi comuni mortali, come ad esempio comprimere 27 minuti di audio in soli 73 secondi. Le onde radio emesse da Saturno, note come Saturn Kilometric Radiation, hanno uno schema simile a quello della sirena di un'ambulanza: la frequenza aumenta e descresce seguendo la rotazione planetaria. Questa sequenza, apparentemente stabile, venne utilizzata negli anni '80 per calcolare la durata del giorno di Saturno (la velocità di rotazione del pianeta).

Ma le cose si sono complicate negli ultimi 30 anni: non solo lo schema delle onde radio sembrerebbe variare anche (o forse soprattutto) con l'attività solare, ma esistono in realtà due schemi di frequenze: uno emesso dalla regione polare settentrionale, con un periodo di 10,6 ore, e uno dal polo sud, con un periodo di 10,8 ore. Questo tipo di emissioni radio variabili sembra direttamente connesso con lo spostamento delle aurore di Saturno poco prima dell'equinozio, tra gennaio e marzo del 2009. C'è inoltre un legame anche con le oscillazioni riscontrate nella magnetosfera, che seguono lo spostamento e l'intensità delle aurore e delle emissioni radio. Tutti questi elementi lasciano pensare che ci sia una forte connessione tra la variabilità del Sole e il comportamento di Saturno.

"La pioggia di elettroni che produce le aurore crea anche emissioni radio e ha effetto sul campo magnetico, per cui gli scienziati ritengono che tutte queste variazioni che osserviamo siano legate all'influenza variabile del Sole sul pianeta" dice Stanley cowley, professore dell' Università di Leicester e membro del team addetto al magnetometro di Cassini. "Queste ricerche sono importanti perchè ci aiutano a spiegare la complicata danza tra il Sole e la bolla magnetica di Saturno" dice Marcia Button, ricercatrice del Jet Propulsion Laboratory, "qualcosa normalmente invisibile all'occhio umano e impercettibile per le nostre orecchie. Cassini continuerà a tenere sotto controllo queste anomalie".


domenica 14 agosto 2011

THE BUTTERFLY EFFECT (l'effetto farfalla di Marcello Guidotti)

Cassio:“Quanti secoli venturi vedranno rappresentata


da attori questa nostra grandiosa scena in regni


ancora non nati, e in linguaggi non ancora inventati!”


(Giulio Cesare, atto III, scena I)








“Il 29 dicembre 1979, il fisico Edward Lorenz presentò alla Conferenza annuale della American Association for the Advancement of Science, una relazione in cui ipotizzava come il battito delle ali di una farfalla in Brasile, a seguito di una catena di eventi, potesse provocare una tromba d’aria nel Texas. L’insolita quanto suggestiva relazione, diede il nome al cosiddetto butterfly effect, effetto farfalla.



Ma cosa c’entra il battito d’ali di una farfalla?

E’ una secca giornata estiva. Un uomo passeggia in un bosco per godersi un po' di fresco. Dopo aver fumato una sigaretta, getta il mozzicone in una piccola radura. Il mozzicone cade su un fazzoletto di carta gettato da un villeggiante (tanto la carta non inquina!). Il fazzoletto prende fuoco e trova facile esca in un arbusto secco, ucciso da un coleottero. L’arbusto prende fuoco. Le fiamme si levano più alte. C’è un leggero venticello. Qualche scintilla e prende fuoco un arbusto lì vicino. Il fuoco, attizzato dal vento, si propaga ad altri tre alberi. Ognuno dei quattro alberi in fiamme ne incendia altri quattro: gli alberi in fiamme diventano 20, poi 100 e poco dopo tutto il bosco è in preda alle fiamme. Tutto questo per un piccolo parassita che ha ucciso un piccolo arbusto e per un mozzicone di sigaretta caduto su un fazzoletto usato.



sabato 25 giugno 2011

MULTIVERSI ,la tesi di Lisa Randall



Lisa Randall (1962), fisica statunitense, fra i massimi esperti di fisica delle particelle e cosmologia. È stata la prima donna a insegnare fisica a Princeton e a Harvard. Newsweek l'ha definita come “una dei più promettenti fisici teorici della sua generazione” e Time Magazine l'ha inserita nell'elenco delle cento persone più influenti del 2007.

Gennaio 11, Festival delle Scienze
È POSSIBILE PREVEDERE LA FINE DEL MONDO?
La fine della Terra è connessa a quella del Sole che, secondo le più attendibili previsioni scientifiche, dovrebbe avvenire tra cinque miliardi di anni. Altri studi ne ipotizzano più di sette. I più pessimisti di un miliardo di anni. Ma si tratta di un arco di tempo incredibilmente ampio e potrebbe riservarci parecchie sorprese, cambiamenti del tutto imprevedibili. Non è detto, tra l’altro, che lungo questa strada non ci siano pericoli gravi per l’ambiente, creati da noi stessi, con i quali dovremo fare i conti.

sabato 18 giugno 2011

UN BUCO NERO HA CREATO IL NOSTRO UNIVERSO?



Il nostro universo è solo una piccola parte di un universo più largo? E' una delle ipotesi avanzate già da tempo sulla nascita del nostro universo, ma una nuova teoria sembra suggerire che la risposta sia "si".
Lo scenario che prevede che il nostro universo si sia originato da un buco nero sembra non essere più una speculazione senza alcuna prova: per Nikodem Poplawski, fisico teorico della Indiana University, sembra essere una possibilità ben concreta.

mercoledì 15 giugno 2011

LA MATRICE di Claudio F.E.S

 
 
Nel film di culto Matrix, Morpheus mentre dialogava con Neo usò queste parole per spiegare cos'è la Matrice:

“ La Matrice è ovunque. E' tutt'intorno a Noi. Anche ora in questa stanza. Potete vederla quando guardate fuori dalla finestra o quando accendete il televisore. Potete sentirla quando andate al lavoro, quando andate in chiesa, quando pagate le tasse. E' il mondo che vi è stato gettato sugli occhi per impedirvi di vedere la verità”.

In queste poche parole, vi è racchiuso tutto il senso dell'articolo che vi sto proponendo. Noi, siamo convinti di vivere in un mondo “fisico”, “solido”.

Noi in realtà viviamo in un insieme di frequenze concentriche, che si sovrappongono, per rendere l'idea, come le onde che si creano gettando un sasso in uno stagno. Tutto qui.

Siamo intrappolati in una “gamma” (un insieme) di frequenza, quella che nel film viene definito Matrice.


venerdì 10 giugno 2011

IL VORTICE SPAZIO -TEMPORALE E' REALTA' di Roberto Mattei

 
 
 
Durante una conferenza stampa gli scienziati dell'agenzia governativa responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d'America hanno confermato l'esistenza di una curvatura del cronotopo, confermando la teoria della relatività generale di Albert Einstein. Una scoperta “epica” che apre le porte a nuove inimmaginabili tecnologie.

NEL 2012 DUE SOLI NEL CIELO?




Il Dr. Brad Carter, esimio professore di fisica all’università del South Queensland, ha notato la progressiva perdita di massa di Betelgeuse, una delle stelle più luminose del nostro firmamento, situata nella Nebulosa di Orione, chiaro indice del suo prossimo collasso.
L’evento, dato ormai per certo dagli astronomi, potrebbe impiegare un po’ di tempo prima di verificarsi (anche milioni di anni), ma è probabile che Betelgeuse diventi una supernova nel 2012, illuminando il cielo notturno per due settimane e, di fatto, apparendo di giorno come un…secondo Sole.


venerdì 3 giugno 2011

IL RINASCIMENTO DELLA SCIENZA E DELLE TECNOLOGIE DI ATLANTIDE E LETTURE DI E.CAYCE di David Mcmillin




Se siamo testimoni di una reincarnazione/un rinascimento dell’influenza di Atlantide predetta da Edgar Cayce, forse i nostri progressi attuali nell’uso dei laser nella medicina e nell’industria, il “raggio della morte” di Guerre Stellari per distruggere i razzi nemici in volo, e il fascino che hanno su di noi gli aerei anti gravitazionali sono solamente dei riflessi di quella civiltà estinta. 
Senza dubbio le letture di Cayce sulla tecnologia di Atlantide sono estremamente attraenti per gli individui magnetizzati dagli avanzamenti stupefacenti della fisica teorica moderna - progressi che rendono sempre più difficile distinguere fra scienza e finzione.

Il tempo come dimensione costitutiva della realtà (estratto da:Il mistero del tempo come quarta dimensione in Pavel A.FLorenskij) di Lubomir Zk



Che il tempo rappresenti, assieme allo spazio, una dimensione costitutiva e perciò innegabile della realtà, è la tesi che Florenskij cerca di approfondire negli anni dell'insegnamento agli Ateliers superiori tecnico-artistici di Stato a Mosca. Una tesi per niente ovvia, in quanto -- constata il nostro Autore ne L'analisi della spazialità e del tempo nelle opere di arte figurativa (1925-26) -- nonostante il fatto che le nostre percezioni e valutazioni della realtà sono connesse con il tempo, tuttavia quasi a tutti sfugge quanto sia sostanziale questa connessione. Di solito non ci rappresentiamo il tempo sull'esempio delle altre tre coordinate spaziali della realtà (lunghezza, altezza, profondità). Esso, al contrario, viene considerato come una sorta di malinteso, e il tentativo di liberarsene come l'avvicinarsi a una conoscenza più esatta della realtà. Una tale idea, però, non è che il frutto di una consapevolezza che consiste nel voler reinterpretare i processi della nostra conoscenza come conoscenza divina. Infatti, sebbene nessuno si sogni di attribuirsi l'onnipresenza divina, e di conseguenza, l'onniscienza -- vale a dire la possibilità di trattenere nel proprio intelletto tutta la realtà del mondo --, non di rado si accetta in modo semiconscio la premessa di carattere metafisico della propria conoscenza ritenendo, senza rendersene completamente conto, che i processi fisici che prendono parte alla conoscenza siano qualcosa di accettato per debolezza, come una stampella della conoscenza. Per Florenskij si tratta di una consapevolezza del tutto falsa, «in contraddizione con una concezione religiosa del mondo e insieme incompatibile con una testimonianza diretta della realtà».6 Falsa, perché dimentica che qualsiasi processo reale scorre nel tempo e ha la sua durata, sia essa grande o piccola -- ciò non importa. Quel che importa è che essa esiste. Un oggetto di durata zero, di spessore nullo rispetto al tempo,

martedì 31 maggio 2011

QUARTA DIMENSIONE:IL TEMPO





Il Tempo, questo sconsciuto, viene considerato come una dimensione ulteriore da aggiungere al nostro sistema di riferimento tridimensionale. Mi chiedo se ciò è effettivamente corretto ai fini di una reale comprensione di questa strana cosa che noi chiamiamo Tempo.

La teoria della relatività ristretta, ad esempio, ha dimostrato due cose:
  1. Il Tempo assoluto - di Newton - non esiste!
  2. Velocità paragonabili a quella della luce influenzano sia la metrica dello spazio tridimensionale che la "metrica" del tempo!
Per le nostre percezioni, se non di comprensione, lo spazio tridimensionale risulta più facilmente assimilabile e apparentemente comprensibile alla nostra mente. Abbiamo continuamente a che fare con lo spazio tridimensionale. Esso rappresenta il nostro habitat naturale, lo possiamo vedere, misurare, possiamo percorrere un tratto di spazio e tornare indietro sui nostri passi - cosa meravigliosa se ci si riflette un momento. Abbiamo, dunque, un ampio raggio d'azione per eseguire prove ed esperimenti su questo tessuto tridimensionale.

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