Cerca nel blog i post e gli argomenti di tuo interesse

Translate

giovedì 3 febbraio 2011

Web a rischio censura, l'Agcom potrà chiudere un sito internet senza il parere della magistratura




Una moratoria sul regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sul diritto d’autore contro il rischio di censura. La chiedono Adiconsum, Agorà digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, Studio legale Sarzana e associati in una lettera aperta ai parlamentari. 

Nel mirino - si legge nella lettera, “un meccanismo che consentirà di inibire completamente l’accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dall’autorità giudiziaria”. 

Le associazioni propongono che “nessuna nuova regolamentazione sia adottata fino a che il Parlamento non riuscirà ad essere sede di un grande dibattito pubblico alla ricerca di nuovi equilibri tra diritto d’autore e l’accesso alla conoscenza, come la stessa Autorità Garante auspica, scongiurando il pericolo di nuove censure”.


Le associazioni dei consumatori ai politici italiani 

- “Ci appelliamo ai parlamentari di tutti gli schieramenti - prosegue la lettera - per ridare al Parlamento il ruolo di interlocutore ineliminabile con la società civile, e di rispettare il principio di separazione dei poteri dello Stato.

Chiediamo che il diritto d’autore sia regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, per evitare che divenga un sistema di controllo e di censura pervasivo”.

Secondo l’avvocato Fulvio Sarzana, esperto di diritto in internet intervistato da Repubblica.it, è concreto. 

“Tra le righe della delibera Agcom si legge che l’autorità si riserva il diritto di sequestrare siti prevalentemente adibiti alla violazione del copyright o i cui server sono posti all’estero. Come si vede, con quella congiunzione ‘o’ si apre un mondo - spiega l’avvocato -. Qualunque cosa connessa al diritto d’autore e posta all’estero può finire nel mirino dell’Authority, che deciderebbe il sequestro in autonomia, senza passare dall’autorità giudiziaria. 

E’ una cosa inaudita nei Paesi democratici. Ed è incostituzionale. Addirittura si legge in delibera che nelle intenzioni dell’Authority questo sistema di sequestro dovrebbe diventare automatico”.

In sintesi potrebbe accadere che per un singolo contenuto pirata, l’Agcom possa decidere la chiusura arbitraria, senza interpellare prima la magistratura, di un portale come YouTube, i cui server si trovano in Irlanda. 

L’Autorità si erge insomma a controllore della Rete in difesa del copyright. La delibera, spiega il polo degli accusatori, potrebbe causare pericolose conseguenze per Internet ed è per questo motivo che ora si cerca di fare quadrato sul “Sito non raggiungibile”.

01 febbraio 2011

Redazione Tiscali

Fonte: Link

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...