Il seguente testo è estratto da un libro canalizzato: “Tu hai scelto di essere qui” di Barbara Marciniak, pubblicato nella sua prima edizione in lingua inglese nel 92, e in italiano nel 1997 attualmente non più in commercio. 3° capitolo del libro “Bringher of the Dawn: teaching from the Pleiadians”.
Il concetto di divinità viene inteso in tanti modi sbagliati. Gli universi sono pieni di esseri intelligenti che nel tempo si sono evoluti e hanno sviluppato ogni tipo di capacità e di funzione per rispondere al loro bisogno di esprimersi creativamente. La cosa importante che sottende l’esistenza e la coscienza è la creatività, che può assumere molte forme. Eoni fa la Terra non era altro che un pensiero nelle menti di grandi esseri che si erano proposti il compito di creare nuove forme di esistenza. Molti di questi esseri hanno influenzato la creazione di questo universo e voi li avete chiamati Dio. In verità erano energie extraterrestri portatrici di luce ben diversi dal Primo Creatore.
Noi raramente usiamo il termine Dio con la D maiuscola ma, se dovessimo usarlo, ci riferiremmo all’entità da noi conosciuta come Primo Creatore. Nella sua implosione attraverso l’amore, il Primo Creatore ha dotato tutte le cose di coscienza. Tutte le cose sono il Primo Creatore nel viaggio del Primo Creatore. Noi ci vediamo come un’estensione del Primo Creatore, sempre in cerca di informazioni, di avventure, sempre impegnati a fare qualunque cosa ci serva a rendere le nostre vite più interessanti, a raccogliere le sfide per alimentare il Primo Creatore. Mentre lo nutriamo con i nostri progetti e i nostri sforzi, forniamo al Primo Creatore molta più energia per le nuove creazioni.
Non ci siamo mai avvicinati all’entità del Primo Creatore. Neppure chi di noi vibra alla frequenza di luce più elevata ha la capacità, a questo stadio evolutivo, di avvicinarsi al Primo Creatore. Non siamo abbastanza preparati per gestire l’intensità della sua emanazione. È nostro desiderio, ad un certo punto della nostra evoluzione, intravedere il Primo Creatore e magari unirci a lui per un po’. Sappiamo che è possibile perciò è qualcosa che ci sforziamo di raggiungere.












