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mercoledì 4 agosto 2010

L'EPOCA ATLANTIDEA( I parte)

Cataclismi vulcanici distrussero la maggior parte del Continente Lemuriano, e al suo posto sorse il Continente Atlantideo, dove ora trovasi l'Oceano Atlantico.

Scienziati materialisti, spinti dalla storia di Platone a intraprendere ricerche riguardanti l'Atlantide, hanno dimostrato che la tradizione affermante l'esistenza di tale continente riposa su basi serie. La scienza occulta sa che esso è esistito ed ecco la descrizione che ne da:

L'antica Atlantide differiva dal mondo attuale in molti punti, ma la maggior differenza consisteva nella composizione dell'atmosfera e dell'acqua di tale Epoca.

Dalla parte meridionale del pianeta veniva l'aria calda infiammata, dei vulcani che erano ancora attivissimi. Dal settentrione soffiava il vento ghiacciato delle regioni polari. Il continente dell'Atlantide era il punto d'incontro delle due correnti, di conseguenza la sua atmosfera era sempre satura di nebbia densa e oscura. L'acqua non era così densa come lo è ora, ma conteneva aria in maggior proporzione. Molta acqua era mantenuta sospesa nell'atmosfera pesante e densa dell'Atlantide.

Attraverso quest'atmosfera il Sole non risplendeva mai chiaramente. Esso appariva circondato da un'aura di luce nebbiosa, come le luci delle strade viste attraverso una fitta nebbia. La visibilità si estendeva solo per pochi metri in ogni direzione e i contorni degli oggetti che non erano vicini, apparivano confusi e incerti. L'uomo si guidava più per percezione interna che per visione esterna.

Non solamente il paesaggio, ma anche l'uomo di quel tempo, era molto differente da tutto quanto esiste oggi sulla terra. Egli aveva una testa, ma con bassissima fronte; il suo cervello non aveva sviluppo frontale; ma la testa scendeva bruscamente all'indietro da un punto appena al di sopra degli occhi. Paragonato con l'attuale umanità, egli era un gigante; le sue braccia e le gambe erano molto più lunghe in proporzione al corpo, di quello che non siano le nostre. Invece di camminare egli incedeva mediante una serie di salti-volo non dissimili da quelli del canguro. Aveva occhi piccoli e ammiccanti ed i suoi capelli avevano una sezione circolare. Questa particolarità in mancanza di altre, distingue i discendenti degli Atlantidei che oggi rimangono ancora fra noi. I loro capelli erano neri, diritti e lucidi e avevano una sezione circolare. Quelli degli Ariani, benché possano differire in colore, hanno sempre una sezione ovale. Le orecchie degli Atlantidei erano situate molto più indietro di quelle degli Ariani .

I veicoli superiori dei primi Atlantidei non erano in posizione concentrica relativamente al corpo fisico, come lo sono i nostri. Lo Spirito non era del tutto uno Spirito interiore; esso stava parzialmente al di fuori e non poteva perciò controllare i suoi veicoli con la stessa facilità che se li avesse abitati completamente. La testa del corpo vitale era al di fuori della testa fisica e molto al di sopra di essa. Fra le sopracciglia vi è un punto, a un centimetro e mezzo al di sotto della pelle, che ha un punto corrispondente nel corpo vitale. Questo punto non è il corpo pituitario, che è situato molto più vicino al centro della testa del corpo fisico. Potrebbe chiamarsi « radice del naso ». Quando questi due punti, nel corpo fisico e in quello vitale corrispondono, come fanno nell'uomo di oggi, il chiaroveggente istruito li vede come un unico punto nero, o piuttosto come uno spazio vuoto, come l'invisibile nucleo di una fiamma di gas. Questa è la sede dello Spirito interno dell'uomo - il Santo dei Santi - nel tempio del corpo umano, chiuso a tutti fuorché all'Ego interiore di cui esso è la sede. Il chiaroveggente può vedere con maggiore o minore distinzione, secondo la sua capacità e il suo grado di esperienza tutti i diversi corpi che formano l'aura dell'uomo. Questo punto solo gli è nascosto. Questo è « l'Iside » il cui velo nessuno può sollevare. Nemmeno l'essere più altamente evoluto sulla terra è capace di svelare l'Ego della più umile e meno sviluppata creatura. Questo e solamente questo è così sacro sulla Terra, che è completamente immune da qualsiasi intrusione.

I due punti dei quali abbiamo parlato - l'uno nel corpo fisico e il suo corrispondente nel corpo vitale - erano assai separati nei primi uomini dell'Atlantide come lo sono negli animali di oggi. La testa del corpo vitale del cavallo è molto al di fuori della testa del suo corpo fisico. I due punti sono più ravvicinati nel cane che in qualunque altro animale, eccetto forse l'elefante. Quando i due punti vengono in corrispondenza, abbiamo un animale prodigio, capace di cantare, parlare, ecc.

A causa della distanza fra questi due punti, il potere di percezione o di visione degli Atlantidei era molto più acuto nei Mondi interiori che nel Mondo Fisico, oscurato dalla sua atmosfera di fitta e pesante nebbia. Nel corso degli anni però, l'atmosfera andò lentamente rischiarandosi, al tempo stesso il punto situato nel corpo vitale, si avvicinò sempre più al punto corrispondente del corpo fisico. Via via che i due punti si ravvicinavano, l'uomo veniva a perdere gradatamente il contatto coi Mondi interni, così questi divennero per lui oscuri, mentre il Mondo Fisico si rischiarava nei suoi contorni. Finalmente nell'ultima terza parte dell'Epoca Atlantidea, il punto del corpo vitale venne a coincidere col punto corrispondente del corpo fisico.

Fu soltanto allora che l'uomo divenne pienamente cosciente del Mondo Fisico; ma nel medesimo tempo in cui questa piena visibilità e percezione nel Mondo Fisico venivano acquistate, la capacità di percezione dei Mondi superiori fu gradualmente perduta dalla maggior parte degli uomini.

Nei primitivi tempi dell'Atlantide l'uomo non poteva percepire chiaramente i contorni di un oggetto o di una persona; ma ne poteva vedere l'anima e subito conoscere se gli attributi di essa fossero o no a lui propizi. Egli sapeva se l'uomo o l'animale che gli stava di fronte era bene o mal disposto verso di lui. Egli apprendeva correttamente per mezzo della percezione spirituale come trattare con gli altri e come sfuggire i pericoli, perciò quando il Mondo spirituale gradatamente si allontanò dalla sua coscienza, grande fu il suo rimpianto per tale perdita.



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