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giovedì 5 agosto 2010

L' EPOCA ATLANTIDEA (II parte)

Gli Rmoahal formarono la prima razza Atlantidea. Non avevano che scarsa memoria e quella poca era principalmente connessa alle sensazioni. Ricordavano colori e suoni, e così fino a un certo punto svilupparono la loro sensibilità. Il Lemuriano mancava completamente di sentimento nel più profondo senso della parola. Aveva il senso del tatto; poteva percepire la sensazione fisica del dolore, dell'agio e del benessere, ma non quello della gioia spirituale e mentale, del dispiacere, della simpatia e dell'antipatia.

Con la memoria gli Atlantidei acquistarono anche i rudimenti del linguaggio. Emisero parole e non più semplici suoni come facevano i Lemuriani. Gli Rmoahal cominciarono a dare nomi alle cose. Essi erano ancora una razza spirituale, e il loro potere animico era analogo alle forze della natura; essi non davano soltanto un nome agli oggetti che li circondavano, ma nelle loro parole risedeva un potere che influenzava la cosa nominata. Come gli ultimi Lemuriani, anche gli Rmoahal sentivano di essere Spiriti e non si facevano fra loro nessun male o danno. Il linguaggio per loro era sacro perché era la più alta espressione diretta dello Spirito. Il potere non veniva mai degradato da mormorii o pettegolezzi. L'uso di un linguaggio definito permise all'anima di questa Razza di entrare per la prima volta in contatto con l'anima delle cose del mondo esterno.

I Tlavatli furono la seconda razza Atlantidea. Già essi cominciarono a conoscere il proprio valore come esseri umani separati. Divennero ambiziosi, vollero che le loro opere fossero ricordate. La memoria divenne un fattore importante nella vita della comunità. Il ricordo di fatti compiuti da alcuni, faceva sì che un gruppo di persone scegliesse come proprio capo l'autore di grandi gesta. Questo fu il germe della Regalità.

Questo ricordo di fatti meritori di grandi uomini, fu tramandato perfino al di là della morte di tali capi. L'umanità cominciò ad onorare la memoria degli antenati; a venerare questi ed altri che avessero dimostrato grandi meriti. Fu il principio di una sorta di culto praticato ancora oggi da alcuni Asiatici.

I Toltechi furono la terza razza Atlantidea. Essi spinsero oltre le idee dei loro predecessori inaugurando la Monarchia e la successione ereditaria. I Toltechi dettero origine al costume di onorare certi uomini per gli atti compiuti dai loro antenati, ma esisteva allora una buona ragione per fare ciò. A causa della particolare educazione di quel tempo, il padre aveva il potere di trasmettere le proprie qualità al figlio, cosa che è impossibile all'umanità moderna.

L'educazione consisteva nel richiamare davanti all'anima del bambino immagini delle differenti fasi della vita. La coscienza dei primi Atlantidei era ancora una coscienza di visione interiore. Il potere dell'educatore di evocare queste immagini davanti all'anima del bambino era il fattore determinante dal quale dipendevano le qualità d'animo che sarebbe venuto a possedere l'uomo adulto. Essi si appellavano all'istinto e non alla ragione; tentavano di risvegliare l'istinto e con questo metodo di educazione il figlio, nella maggioranza dei casi, prontamente assorbiva le qualità del padre. Perciò è evidente il motivo che vi era a quel tempo di concedere onori ai discendenti di grandi uomini, perché il figlio quasi sempre ereditava la maggior parte delle buone qualità paterne. Disgraziatamente ciò non avviene oggi, benché si continui a seguire la medesima pratica di onorare i figli di grandi uomini, ma non abbiamo assolutamente alcuna ragione per farlo.

Fra i Toltechi l'esperienza era altamente stimata. L'uomo che aveva avuto le più disparate esperienze era il più onorato e ricercato. La memoria era allora così sviluppata e precisa da fare apparire nulla la nostra al paragone. In caso di necessità, un Tolteco di larga esperienza pratica, riusciva molto probabilmente a ricordare casi consimili della sua vita passata e a suggerire la linea di condotta che conveniva seguire. Egli diveniva così un prezioso consigliere per la comunità, quando si presentava una situazione di cui altri membri non avevano prima esperienza, e non erano perciò capaci di pensare o ragionare per analogia onde prendere prontamente le misure del caso. Quando tale individuo non si trovava, essi erano obbligati a tentare diverse esperienze per poter trovare la miglior soluzione.

Nella parte centrale del Periodo Atlantideo, troviamo i primi esempi di nazioni separate. Gruppi di persone che scoprivano in altri gusti e abitudini consimili, lasciavano le loro vecchie abitazioni per fondare una nuova colonia. Conservavano le vecchie abitudini perpetuandole nelle nuove abitazioni quel tanto che loro conveniva, e formandone col tempo delle nuove che si addicessero alle loro particolari idee e necessità.

Le Guide del genere umano stabilirono in quel tempo dei grandi Re per governare i popoli, sui quali fu dato loro grande potere. Le masse onoravano codesti Re con tutta la venerazione dovuta a coloro che erano veramente Re «per grazia di Dio». Questa condizione felice, tuttavia, recava in sé il germe della disgregazione perché col tempo i Re divennero avidi di potere. Dimenticarono che questo era stato loro concesso per grazia di Dio come un sacro incarico; che erano stati eletti Re per governare con giustizia e aiutare il popolo. Cominciarono ad usare il loro potere corrottamente per scopi egoistici e per profitto personale, invece che per il bene comune, arrogandosi privilegi e autorità mai intesi per loro. Essi si lasciavano dominare da ambizioni ed egoismi abusando dei loro poteri di origine divina a scopo di oppressione e di vendetta. Questo era vero non soltanto per i Re; ma anche per i nobili e per le classi più elevate e quando si consideri il potere da essi posseduto sopra i loro simili di classi meno evolute, è facile comprendere come tale abuso producesse terribili condizioni.

I Turanici originari furono la quarta razza Atlantidea; furono particolarmente spregevoli per il loro abominevole egoismo. Essi eressero dei templi dove i loro Re venivano adorati come dei e inflissero oppressioni estreme alle classi inferiori. Una Magia nera della più nauseante e peggiore specie fiorì e tutti gli sforzi di questo popolo erano diretti al soddisfacimento della vanità e del fasto smagliante.

I Semiti originari furono la quinta e più importante delle razze Atlantidee, perché in essi troviamo per la prima volta il germe della qualità correttiva del Pensiero. Perciò la razza Semitica originale divenne la « razza-madre » delle sette Razze dell'attuale Epoca Ariana.

Nell'Epoca Polare l'uomo aveva acquisito il corpo fisico come strumento di azione. Nell'Epoca Iperborea il corpo vitale fu aggiunto per dare la facoltà di movimento necessaria all'azione. Nell'Epoca Lemuriana il corpo del desiderio fornì l'incentivo per l'azione.

La mente fu data all'uomo nell'Epoca Atlantidea per conferire scopo all'azione; ma siccome l'Ego era estremamente debole, mentre era forte la natura del desiderio, la mente nascente si coalizzò col corpo del desiderio e ne risultò la facoltà dell'astuzia che fu causa di tutta la perversità particolare della seconda parte dei tre periodi dell'Epoca Atlantidea.

Nell'Epoca Ariana il Pensiero e la Ragione si svilupparono mediante il lavoro dell'Ego nella mente per incanalare il desiderio sulla via conducente alla perfezione spirituale, che è lo scopo dell'evoluzione. La facoltà del Pensiero e il potere di formulare idee furono raggiunti dall'uomo a costo della perdita del controllo sulle forze vitali, cioè della perdita del controllo che aveva esercitato fino ad allora sulla materia.

Col Pensiero e con la Mente l'uomo non può attualmente esercitare il suo potere che sulle sostanze chimiche e minerali, poiché la sua mente si trova ora nella sua prima fase, o fase minerale della sua evoluzione, come lo era il suo corpo fisico nel Periodo di Saturno. Egli non ha alcun potere sulla vita delle piante o degli animali. Il legno e molte sostanze vegetali, come pure certi prodotti animali, vengono usati dall'uomo nelle sue industrie. Queste sostanze, in ultima analisi, non sono che materia chimica satura di vita minerale, di cui i corpi densi di tutti i regni sono composti, come precedentemente spiegato. Su tutte queste varietà di combinazioni chimiche minerali l'uomo può, allo stadio attuale, avere dominio; ma fino a che non avrà raggiunto il Periodo di Giove, questo dominio non sarà così esteso da permettergli di agire sulla vita stessa. All'alba di tale Periodo, tuttavia, egli eserciterà il suo potere sulla vita vegetale, come gli Angeli fanno adesso nel Periodo della Terra.

Gli scienziati materialisti hanno lavorato per molti anni tentando di « creare » la vita ma non vi riusciranno finché non avranno imparato ad avvicinarsi al tavolo di laboratorio col massimo rispetto, come se si avvicinassero all'altare in un Tempio: con purezza di cuore e con mani pure, scevri di avidità e di ambizioni egoistiche.

Tale è la saggia decisione dei Fratelli Maggiori, che conservano questo e tutti i profondi segreti della Natura, in attesa che l'uomo sia atto ad usarli per l'elevazione della razza; per la gloria di Dio e non per profitto e ingrandimento personale.

Tuttavia fu proprio questa perdita di dominio sulle forze vitali sofferta dagli Atlantidei, che rese possibile all'uomo di progredire nell'evoluzione. Dopo tale perdita, per quanto grande sia divenuto l'egoismo dell'uomo, esso non potrà distruggere né l'uomo stesso né la Natura, come poteva invece avvenire se il crescente egoismo fosse stato accompagnato dal grande potere posseduto dall'uomo nel suo precedente stato d'innocenza. Il Pensiero, che si esprime solo nell'uomo, è impotente a comandare alla Natura, e non può mai mettere in pericolo l'umanità, come sarebbe possibile se le forze della Natura fossero sotto il controllo dell'uomo.

I Semiti Originari reprimevano i loro desideri, fino ad un certo punto, con la mente, e invece di desiderio puro e semplice ne risultava malizia e astuzia, mediante le quali essi cercavano di raggiungere i loro fini egoistici. Benché fossero molto turbolenti, impararono a dominare validamente le loro passioni ed a portare a termine i loro disegni mediante l'astuzia, che essi trovavano più sottile e potente della semplice forza bruta. Essi furono i primi a trovare che il « cervello » è superiore ai « muscoli ».

Durante l'esistenza di questa razza, l'atmosfera dell'Atlantide cominciò definitivamente a rischiararsi, e il punto precedentemente accennato del corpo vitale venne a coincidere col suo corrispondente nel corpo fisico. Questo concorso di eventi dette all'uomo la facoltà di vedere chiaramente le cose con contorni netti e ben definiti, ma ne risultò anche la perdita della facoltà di percepire i Mondi spirituali.

Vediamo così (e forse è bene annunciarlo come una legge) che: Nessun progresso viene mai conseguito se non a costo di perdere qualche facoltà precedentemente posseduta, che verrà poi riconquistata in una forma superiore. L'uomo costruì il proprio cervello perdendo temporaneamente la capacità di provvedere da solo alla sua discendenza. Per avere lo strumento col quale guidare il proprio corpo fisico, egli si assoggettò a tutte le difficoltà, affanni e dolori implicati nella cooperazione necessaria alla perpetuazione della razza; egli ottenne la facoltà di ragionare a prezzo della perdita temporanea della visione interna spirituale.

Mentre la ragione lo beneficò in molti modi, essa chiuse alla sua visione l'anima delle cose che prima gli parlava, e l'acquisto dell'intelletto, che ora è il possesso più prezioso dell'uomo, fu da principio contemplato assai tristemente dagli Atlantidei, i quali piansero la perdita della visione e dei poteri spirituali che fu il prezzo di tale acquisto.

Lo scambio dei poteri spirituali contro le facoltà fisiche era tuttavia necessario perché l'uomo divenisse capace di funzionare, indipendentemente da qualsiasi guida esterna, nel Mondo Fisico che egli deve conquistare per ingiunzione divina. Col tempo l'uomo recupererà i suoi poteri superiori, quando, a seguito delle esperienze acquisite nel suo viaggio attraverso il Mondo Fisico più denso, avrà imparato ad usarli correttamente. Quando li possedeva, non ne conosceva il giusto uso, ed essi erano troppo preziosi e pericolosi per essere adoperati come giocattoli coi quali fare degli esperimenti.

Sotto la guida di una Grande Entità, la razza Semitica Originaria fu condotta verso Est fuori dal continente Atlantideo, attraverso l'Europa, verso la grande pianura dell'Asia centrale, conosciuta con il nome di deserto di Gobi. Qui i Semiti Originari furono preparati da questa Grande Entità ad essere il seme delle Sette Razze dell'Epoca Ariana, dotandoli potenzialmente di quelle qualità che i loro discendenti dovevano evolvere.

da http://www.cristallidiatlantide.it/

Leggi la terza parte a :
http://andromedawaked.blogspot.com/2010/08/lepoca-atlantidea-iii-parte_06.html

e la prima:
http://andromedawaked.blogspot.com/2010/08/lepoca-atlantidea-i-parte.html

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